“The next time I’ll see you I’m gonna spit in your face”

Okay, riprendiamo con le recensioni e riprendiamo con dei vecchi amici di The Unknown che finalmente, con mesi e mesi di ritardo, si decidono a rilasciare il loro EP, 2nd Part Two.

Gli Orangewig si ripresentano finalmente con cinque “nuove” tracce, dopo l’uscita dell’unico full lenght completamente DIY, Nice Try. Ho messo nuove tra virgolette perché le canzoni le avevano già suonate tutte live e due erano pure state precedentemente pubblicate su bandcamp, ma parliamone un po’, partendo dalla notizia dell’uscita.

Nasce tutto con l’affermazione “l’EP uscirà a maggio o giù di lì” e indovinate un po’? E’ uscito tre giorni fa. Tra l’altro che sarebbe uscito lo hanno detto sullo story di Instagram tipo il giorno prima, quindi la reazione è stata un po’ ma di che cazzo stiamo parlando?
Ed ecco che finalmente apriamo bandcamp e ci troviamo davanti un artwork davvero pop punk, sarà per le righe bianche che mi ricordano quelle dei calzini, o sarà per l’arancione che è un colore davvero troppo acceso e che lego al genere, sarà perché l’EP anche nei suoni è pop punk e non è che ci sia molto da aggiungere.

Si parte con 2nd Part Two, title track, titolo che tra l’altro ha alle spalle un ragionamento davvero molto sensato (se volete saperne di più, andate qui), la canzone si apre con un riff leggermente distorto, il sound funziona, specialmente in connubbio con il testo, si parla di amore mandato a puttane, relazioni che ti rovinano la vita e nulla di più, semplice, conciso, ma poco incisivo. Mi spiego meglio, ho sentito questa canzone live un paio di volte e l’effetto è del tutto diverso, molta più grinta, molta più energia, non che sia una cosa negativa, anzi, più grintoso è un live, più la band dimostra di saperci fare.
A seguire CBA, anche questa sentita precedentemente live, ha le sonorità leggermente più easycore, probabilmente è quella che preferisco meno, la trovo un po’ sottotono rispetto alle altre tracce, manca qualcosa, ma la band si riprende alla grande con Philomena, primo singolo dell’EP che si apre con le pelli ben suonate e un riff prettamente skatepunk.

Nota su Philomena, conoscete la band? Sapete di chi stiamo parlando? No? Allora devo anticiparvi che l’attitudine prevalente è quella di essere dei cazzoni di prima categoria, ecco perché nel mezzo hanno ben pensato di metterci un un, deux, trois, quatre.

Torniamo alle cose serie, perché subito dopo c’è Riot, con le influenze del loro ex batterista che ha sporcato leggermente il sound degli Orangewig, permettendo alla band di inserire nell’EP un brano più duro dei precedenti, con tanto di breakdown nel mezzo. Nonostante non sia il loro genere prediletto secondo me se la cavano benissimo, ma forse parlo sempre perché ho sentito Riot live ed è un’esplosione di rabbia ed headbending.
A chiudere il disco altro singolo, Bumblebee, forse quello un po’ più malinconico, ma perfetta chiusura per l’EP. 

Ho visto questa band crescere attraverso ogni live a cui ho assistito e poter sentire finalmente questa fatica è per me motivo di immensa gioia, sono del tutto sincera in questo, perché quando una band decolla e riesce a sfornare tracce di tale portata, con testi ben scritti e basi musicali ben realizzate non è di certo così strano che faccia piacere sentire cos’hanno da offrire.
Ecco perché vi consiglio di ascoltare 2nd Part Two, perché loro erano quelli dalle mille cover e adesso sono quelli dalle mille dimostrazioni che il talento lo hanno e anche tanto.

 

 

La band, tempo prima, ha inoltre rilasciato un video di Philomena:

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