Di Yanothing

Gli SWMRS tornano con un nuovo ed inaspettato album, Berkeley’s On Fire.
Inaspettato perché, inutile girarci intorno, è qualcosa di diverso dal loro album di debutto Drive North. Vuoi perché Berkeley’s On Fire non è autoprodotto, vuoi perché si parla di ragazzi di 24 anni che sono in piena fase di crescita artistica, vuoi perché la firma con la Fueled By Ramen ha di sicuro intaccato il loro percorso.
Nonostante tutto la band ha sempre dimostrato di voler fare e suonare ciò che vuole ed è proprio questo, alla fine dei conti a rendere l’album così inaspettato.
Dieci tracce che spaziano in influenze e sperimentazioni, dieci tracce che dimostrano a quell’orda di mitomani del punk che anche nel cambiamento il suono old school può costituire la carta vincente e che forse è addirittura pronto a tornare di moda, sotto una nuova forma.

L’album si apre con la title track nonché primo singolo rilasciato, e trasporta l’ascoltatore direttamente nel cambiamento che ha affrontato la band, le sonorità sono più pulite conservando comunque una certa ruvidità.

Berkeley’s On Fire si snoda attraverso tracce ben strutturate ed energiche, toccando alcune note dolenti come Trashbag Baby, che è senza dubbio quella che ci ha messo di più a convincermi, o come IKEA Date, una ballad sprizzante amore da tutti i pori e sicuramente troppo distante dalla mia vita attuale. Invece merita di essere menzionato il testo di Too Much Coffee

Don’t try, don’t try to tell me how
Don’t try to tell me how

che sembra voler sottolineare ciò che la band vuole fare, ovvero quel che gli pare, può essere un punto saldo per chi, come me, era preoccupato dalla firma con la Fueled By Ramen.

Insomma se davvero pensate che ad oggi esista solo easycore e un prog rock camuffato sotto forma di punk, vi sbagliate. E se davvero pensate di essere costretti all’ascolto dei soliti brani della storia state ben attenti perché il futuro sembra avere davvero qualcosa in servo per noi. Come Lose Lose Lose, senz’ombra di dubbio quella che preferisco. Probabilmente qui risulta più facile riconoscere gli SWMRS ai quali eravamo abituati, probabilmente ci sono un’infinita serie di ragioni tecniche e artistiche per le quali questa risulta essere un’ottima traccia, ma per me si è solo trattato di amore a primo ascolto.

Lonely Ghosts, April In Houston e Bad Allergies sono quelle che alla fine risultano leggermente più anonime e rimangono meno impresse, si tratta comunque di ottime tracce, semplicemente delle quali risulta più difficile ricordarsi.

Hellboy è la traccia più inaspettata, un rock che cavalca (o forse forma) quella new wave che solo in pochi casi funziona e, sicuramente, questo è uno di quei casi.

L’album si chiude con Steve Got Robbed, un aneddoto sul furto subito da Steve Rowe, il loro fotografo, fuori da una venue a San Francisco. Oltre questo ci sarebbero mille cose da dire su questa traccia, ma conta solo sapere che qui la band si è divertita a sperimentare tra stili, effetti ed elettronica.

Gli SWMRS con quest’album hanno dimostrato di poter riportare il punk ad una nuova gloria e che il punk sta di sicuro più nell’atteggiamento che nelle sonorità e alla fine dei conti ci si ritrova tra le mani un album piacevole, innovativo, fresco ed energico.
Non temete la crescita, anzi accoglietela a braccia aperte.

SWMRS, live at Tunnel Club, Milano

Gli SWMRS torneranno in Italia esattamente tra una settimana, lunedì 25 febbraio.
L’appuntamento è al Santeria Social Club di Milano ed è l’unica tappa nel bel paese.

INFO
Posto unico: € 13,00 + d.d.p.
Biglietti disponibili sui circuiti TicketOne, Ticketmaster e in tutti i punti vendita autorizzati.

www.livenation.it

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