Riff struggenti e graffianti, suoni aggressivi, canzoni concise, birra e tanta passione; siamo nell’America della prima metà degli anni 90’? No, siamo comodamente seduti sui nostri divani, con l’afa che ci tortura e la noia che ci assale, e quello che stiamo ascoltando è Blast.

Esce il 5 agosto, dall’incredibile band romagnola Höney, una delle più influenti nell’odierno scenario del punk italiano. Blast è un EP riassumibile in appena quattro parole “un tuffo nel passato”, sei tracce ben strutturate e coerenti tra loro che appassionano chiunque le ascolti.

Si parte con Wasted Time, un vero e proprio inno punk alla vecchia maniera, canzone dalla durata concisa, in perfetta sintonia con il lavoro offerto dalla band. E’ la perfetta canzone d’apertura per l’EP che predice ciò che bisogna aspettarsi dalle prossime tracce.
Segue Teenagers e qui le non nascoste influenze dei NOFX si fanno sentire, ma la personalità eccentrica della band non è indifferente e, tra i giri di basso di Mascia, i riff graffianti di Andrea Sarti e i tamburi travolgenti di Richie, si riconosce la loro firma, si sente che c’è del personale nelle loro tracce. Canzoni come Teenagers, Sensations e Welcome to The Bar ne sono la conferma.

Blast, title track, è personalmente la mia preferita, è il punto centrale e focale dell’album, anche qui la loro personalità e unicità spicca, ma il punto più sorprendente è Smile of Summer.
Ultima traccia dell’EP che chiude in una nostalgica malinconia le tracce. Risulta più morbida delle precedenti e le corde di Luca risultano perfette per canzoni di questo tipo. Riesce a trasmettere emozioni, sensazioni, non si limita solo a cantare, non è solo l’interpretazione di un testo ben scritto, ma è anche l’amore che uno dovrebbe metterci.
Alla fine dei conti il loro EP è la reincarnazioni delle band vecchio stampo e non è facile che ragazzi così giovani riescano a riprodurre l’atmosfera di quei giorni, sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla loro musica, anche se avrei già da subito dovuto avere aspettative più alte.

 

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