di Yanothing

Tante cose sono cambiate, davvero tante, ad esempio Tom DeLonge aveva ragione, e nel bel mezzo dell’organizzazione del raid nell’Aria 51 si è ritrovato tra le mani filmati della Marina Americana da analizzare, credo che a questo punto non tornerà mai indietro, mettendo definitivamente la parola fine ad un capitolo che in realtà, a mio parere, si era concluso già con l’uscita di California.
Scherzi a parte i Blink-182 sono tornati con un album che non ho nemmeno idea di come definire, Nine.

Il nono album in studio, secondo con Skiba in formazione, è l’album più noioso e sconclusionato che mi è capitato di ascoltare negli ultimi dieci anni. Quindici tracce cariche di sperimentazione, talmente cariche che a tratti sembrano fin troppo piene, ma comunque anonime, senza carattere, niente spina dorsale.
L’errore, bisogna specificarlo, non sta nel creare qualcosa di differente, qualcosa di nuovo che si distacca nettamente, pur mantenendo qualche sonorità iconica, da quel che siamo abituati ad ascoltare. L’errore sta in una sperimentazione mirata a piacere a tutti, tenendo conto di quello che le nuove generazioni vogliono sentire, ma lasciandosi dietro una scia di fan in lacrime.

In linea di massima il disco sembra realizzato a posta per mettere tutti d’accordo; meno imbarazzante di California, con dei lyrics funzionali, tanto pop, una batteria che a tratti riporta alla mente i giorni di gloria e delle voci che lavorano bene insieme.

Sebbene possa sembrare un completo disastro questo disco ha dei punti di forza che non si possono ignorare, in quanto a mercato le canzoni funzionano, su quindici più della metà delle tracce potrebbe passare in radio, e sebbene essere commerciali è una prerogativa che a me non dispiace, è triste vedere così tanti tentativi di hit all’interno di un disco.
Per quanto riguarda il songwriting c’è da ammettere che i testi sono strutturati e pensati per restare impressi, al secondo ascolto sapevo già un buon numero di canzoni, in quanto a contenuti, che dire? Sono i Blink.

Alla fine dei conti Nine non è altro che un prodotto discografico fatto e finito, disarmonico e multiforme, forse per il futuro dovrebbero fermarsi a riflettere un po’ di più per capire cosa vogliano realmente fare, perché io non l’ho proprio capito.

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