Di Matteo Pizzuti

Vi siete mai sentiti aggrediti  da un album? Perché è esattamente ciò che fa Feeding The Fake dei Rake-Off.

I Rake-Off, band della scena Romana e Bolognese, suonano un ottimo hardcore punk/crossover thrash alla vecchia maniera e lo dimostrano con il loro (momentaneamente) unico album, Feeding The Fake. Se non si considerare la demo dell’anno precedente, uscita su cassetta, intitolata Rake-Off In Twenty-Sixteen, pubblicato nel dicembre 2017 e distribuito dalla Caserta Beatdown Club.

Già da un primo ascolto è possibile sentire i richiami a classiche band come Agnostic Front, Suicidal Tendencies e soprattutto Cro-Mags, le canzoni sono brevi e veloci, scorrono addosso senza risultare noiose, la voce è rabbiosa, i riff sono una continua lotta furiosa tra hardcore punk e classico thrash metal, la produzione è ottima, soprattutto facendo i conti con il fatto che non stiamo parlando di una band di fama mondiale, ma di un gruppo che ha prodotto finora un solo album. I testi sono molto critici e arrabbiati, come ci si può aspettare da un gruppo hardcore che frequenta il movimento musicale underground italiano schierato ad estrema sinistra. Si possono infatti veder spesso suonare a prezzi bassissimi in vari centri sociali, insieme ad altri gruppi della scena hardcore, crust, grindcore e roba pesante-core.

I Rake-Off da soli basterebbero a far cambiare idea a tutta quella gente che ripete dalla mattina alla sera “in Italia ormai c’è solo l’indie”. No, siete fuori strada alla grande. In Italia c’è solo l’indie per voi che lo meritate. In Italia c’è una scena hardcore ben affermata da città a città.

Feeding The Fake spinge l’ascoltatore a volerne sapere di più su tutta quella scena, mette addosso una fame di riff in palm muted, breakdown vecchia scuola, voci urlate e cori malefici. Quello che hai sentito non ti basta. Ne vuoi ancora. Ne hai bisogno. Quelle chitarre affilate che ti hanno appena inciso il lobo occipitale diventano le vostre migliori amiche, quel ritmo tupa-tupa, portato sulla traccia Anthropogeny al limite con il blast beat, ti fa mettere su quel sorriso masochista tipico di chi ascolta questo genere e affini, come a dire “questa musica mi sta facendo del male, ma forse la amo proprio per questo”. E’ una cosa malata, lo so. Ma questo è Feeding The Fake. Malato. Come è giusto che sia. Dimostrando così, che la fusione tra il punk ed il metal non è fatta ormai solamente da quei tipetti carini, da quei riff iper-melodici e da quelle batterie overprodotte. Insomma da quei gruppi che sono quasi sempre sulla bocca di tutti senza far nomi. Nell’underground c’è la risposta alla domanda “Posso avere qualcosa di incazzoso e libero da inutili fronzoli?”  Bene, Feeding The Fake è una parte di quella risposta.

Curiosità: Nell’album troviamo la traccia Weapon Of Choice un featuring con un membro degli Slander.

E’ qualcosa di nuovo e mai sentito? No. Ci interessa che lo sia? Mai nella vita.

3 Thoughts to “Feeding The Fake – Rake-Off”

  1. Grande Matt! Continuerò a seguire i tuoi articoli, non c’è mai fine alle novità e sono sicuro che tu me ne farai conoscere molte. Grazie per il contributo.

    Ernesto

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