Partiamo dal presupposto che questo report dovrebbe scriverlo la nostra fotografa perché se c’è qualcuno qui che ama i Finley è lei, ma alla fine dei conti, chi non ha ascoltato i tormentoni della band più in voga nello scenario italiano del pop punk early 2000?
Ecco perché alla notizia che i Finley sarebbero tornati con il tour promozionale del nuovo album, Armstrong, ci siamo precipitate a Zona Roveri.

Purtroppo in apertura annunciano gli Halflives e, dal momento che avevamo già assistito ad un loro live che era sembrato tutto fumo e niente arrosto, non facciamo i salti di gioia, ma perché non dare una seconda possibilità? Però forse di questa seconda possibilità ne hanno un pochino approfittato.
Anche questa volta l’esibizione è stata tutto fumo e niente arrosto, nonostante siano davvero molto coreografici come band, mi risultano piatti e poco espressivi, i cori in playback e tutti quegli effetti sonori non sono di mio gradimento, ma probabilmente è solo una questione di gusti. Insomma non è che siano la punta di diamante della scena italiana. Non ho proprio voglia di parlare della loro versione di Welcome To The Black Parade, alla quale avevamo assistito a Vicenza circa un anno prima, dico solo che se si vuole fare una cover è bene reinventarla, come hanno fatto gli Halflives, ma sarebbe anche opportuno imparare i lyrics, un errore ci può comunque stare.

 

Per quanto riguarda i Finley inutile dire che tornare piccoli è sempre bellissimo, specialmente se si ha un po’ la sindrome di Peter Pan. Partono con la title track del loro ultimo album, Armstrong, ma per fortuna arrivano anche le vecchie fiamme a scaldare il pubblico.
Le nuove proposte della band non mi convincono a pieno, sono troppo strutturate e per così dire moderne, qualche base qui e lì perché ormai sembrano necessarie, nulla che resta troppo impresso nella mente. Come dicevo prima, però, non ci hanno privato delle belle canzonette che urlavamo a squarciagola quando ci si sedeva ancora tra i banchi della quinta elementare e ci si sentiva dei veri ribelli ad ascoltare quella musica; le fanno tutte, Diventerai Una Star, Tutto E’ Possibile, Adrenalina, Fumo e Cenere e Domani.
Devo dire che nel complesso sono rimasta molto colpita, non mi aspettavo tale livello tecnico e tale presenza scenica. I Finley si sono rivelati dei musicisti di talento, con un qualcosa di concreto da offrire, nonostante non mi sia piaciuto l’ultimo disco, è stato comunque piacevole sentire le nuove tracce live, un’ottima esibizione alla quale sono felice di aver preso parte.

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