Foto e report di Matteo Pizzuti

Rieccomi, di nuovo in giro a vedere concerti per raccontarveli, dopo il Tuscia HC Fest a Viterbo.
Con la prima edizione di Litorale Animale, organizzato tra l’altro sempre da quell* del Tuscia Clan, in un sabato sera di settembre dalla temperatura incerta, si apre ufficialmente la mia nuova stagione di concerti di fine 2019.

Questa prima, e speriamo non ultima, edizione si è svolta a Civitavecchia, alla Casa dei Portuali. Il luogo è veramente accogliente, il concerto vero e proprio si svolge nel giardino dietro il piccolo edificio, senza palco, per terra, sull’erba, allo stesso livello del pubblico. Sembra uno di quei concerti skate punk nella California di fine anni ottanta, inizio novanta, ma a Civitavecchia invece che a Los Angeles, e con l’hardcore al posto dello skate punk.

Tempo di fare una cena veloce sul posto (e complimenti a chi era in cucina!) e si inizia con la prima band:

La Piena, dalla Maremma Toscana. Non li avevo mai sentiti nominare e loro stessi ammettono, tra un pezzo e l’altro, che quello è il primo concerto fuori dalla loro regione. Resto sorpreso come poche volte. La band è un quintetto a due chitarre, basso, voce e batteria, che suona un punk metal generico. Fermi tutti, non generico nel senso di banale, ma generico nel senso che sembra racchiudere nel proprio sound vari elementi della fusione di punk e metal, creando quasi un best of del genere. Voce tendente al crust alternata a ritmiche e riff che riprendono il buon metallic HC di scuola anni novanta. Se dovessi accostare il loro sound ad un gruppo, mi verrebbero in mente subito i padovani Milizia HC. Bravi, non c’è che dire. Spero di vederli più spesso.

Il cambio palco rapido mi permette giusto di finire in tempo la seconda cena.

Arrivano i concittadini Atti Vandalici. Sono di Ostia, Roma, e non lo nascondono. Il loro è un oi! rozzo di periferia, da stadio, cantato in italiano con un pesantissimo accento romano. Non manca nella loro set la rivisitazione punk di un classico della canzone romana come Lella di Lando Fiorini. Farebbero sbottare in un LI MORTACCI TUA anche un parigino. Marci, rozzi e der popolo. E a noi ce piaciono così.

Ma ecco che arrivano i Pressa, gli autoctoni. Sono riusciti a ritagliarsi una buona fama nella scena underground della regione, mi era capitato di vederli circa un anno fa e sì, mi avevano convinto, ma questa volta mi hanno più che convinto.
Per quanto mi riguarda, hanno dominato la serata. Il loro street punk non è uguale al resto, ha grosse tendenze melodiche, che però non vanno ad influire sulla loro aggressività, che rimane invariata. La band sa tenere benissimo il palco ed è molto sciolta con il pubblico, complice il fatto di giocare in casa? Non so, ma fa sempre piacere vedere uno scambio tra artista e pubblico.

Short Fuse, da Roma, tocca a loro. Ho parlato già degli Short Fuse, sul report del Loud Summer Fest. L’asticella dei loro live rimane altissima, un vero show hardcore pieno zeppo di messaggi positivi. Non incitano alla violenza e al fare i macho, cosa che purtroppo, nell’HC mondiale si tende a fare, ma spiegano quanto sia importante creare serate del genere, tramite l’autogestione, incitano ad essere uniti e a non dividersi mai, a fare fronte comune e ad organizzarsi tutti insieme. Salta la corrente durante le prime canzoni, sarà una maledizione del Tuscia Clan? (vd. Report del Tuscia HC Fest). Ma non vengono fermati da questo, dopo circa tre minuti ritorna tutto alla norma e riprendono a suonare.

Prendo un attimo di fiato per poi riprendere posizione per provare a scattare qualche foto. E’ l’ora dei Social Trauma, da Paliano. E da Paliano è anche buona parte del pubblico, che li ha raggiunti organizzando un viaggio in pullman tutti insieme. E’ meraviglioso vedere un attaccamento così forte da parte dei fan verso un gruppo underground. Il set è composto di canzoni hardcore velocissime e brevissime, quasi a volermi ricordare il caro vecchio power violence. Non li conoscevo prima del concerto. Segnati come gruppo da ascoltare.

Chiudono in bellezza gli Assedio, della Tuscia e quindi conosciuti e rinomati da tutti nell’ambiente, visto che, come detto da loro stessi, sono oramai dieci anni che suonano insieme. Il loro hardcore granitico fa pogare tutti, tutti cantano le loro canzoni, tra una spallata e un crowdsurfing. Dopo l’ultima canzone eccoli far partire il noto coro “E’ IL TUSCIA HARDCOOOOORE”, cantata insieme a tutto il pubblico. 

Anche questa serata è andata. Non male come concerto d’apertura per la nuova stagione. Dopo il Tuscia HC di luglio, mi ero ripromesso di cominciare a frequentare più spesso le serate organizzate dal Tuscia Clan. Sto mantenendo la promessa e non me ne pento minimamente, organizzano veramente delle cose grandiose!

Ma ora devo tornare a casa. Che sta a 67 km da qui.

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