di Matteo Pizzuti

La sapete l’ultima notizia? E’ nata una nuova band a Roma ed è spettacolare.
Loro si chiamano Minus Hero, ed è quello che possiamo definire un supergruppo underground. Sì, perché i tre membri della band sono già veterani nell’ambiente. Troviamo Luca (NOFU), al basso e alla voce, Marco (Twister), alla chitarra e Riccardo (Bravo), alla batteria.

Ci troviamo davanti un breve EP di quattro tracce. Vi dico subito che è un gioiello, sia all’ascolto, sia alla vista. E’ tutto così curato per adattarlo ad una determinata epoca, che se vi dicessero, “questo EP è uscito nel 1992”, non avreste problemi a crederci.
La copertina, così tranquilla e pacata nella sua crudezza, mostra la nota fotografia conosciuta come Il Suicidio Più Bello. Il corpo della 23enne suicida Evelyn McHale risposa sul tettuccio sfondato di una limousine, dopo essersi lanciata dall’Empire State Building. Non una goccia di sangue, non una ferita, non un arto fuori posto. Sembra riposare con molta compostezza.
Quest’immagine è perfetta per l’album. Si parla di punk, quindi il genere rozzo, sconclusionato e autodistruttivo che tutti conosciamo. Ma c’è anche una certa classe nei Minus Hero. Sembra proprio di ascoltare il suicidio della povera Evelyn.

Il sound è decisamente debitore di band anni ’90 come Jawbreaker e Monsula. Quel punk rock che strizzava l’occhio al crescente fenomeno emo. Quel punk rock dove la chitarra è relegata ad un ruolo prettamente ritmico, mentre il basso, spesso e volentieri, è quello che melodicamente tira avanti tutto il carrozzone. La voce, melodica e pulita, si lascia andare in qualche grido più graffiante quando sale di frequenza, in perfetta simbiosi con la tradizione del genere.
Le liriche sono profondamente emotive e lasciano addosso una sensazione tremenda, la stessa che si sente poco dopo una grossa delusione. Colpiscono esattamente dove devono colpire. E cioè esattamente dove non vuoi farti toccare. Relazioni finite, la noia della vita quotidiana, il sentirsi impotenti. Quello che capita a tutti, tutti i giorni. Quello che ci fa paura di più. Quello che ha fatto gettare la graziosa Evelyn giù dall’Empire State Building.

L’EP, autoprodotto, è disponibile gratuitamente sul loro bandcamp. È disponibile anche in versione fisica, ma tenetevi pronti, perché sappiate che l’unico supporto esistente è la musicassetta, perché il tutto non era ancora abbastanza anni ’90.
Per la registrazione su cassetta, i Minus Hero sono stati supportati dalla Disadattack Zine, che si è occupata di passare i file, che erano stati registrati al Point of View Records Studios, su questo supporto a nastro ormai dimenticato.

Gli anni ’90 impressi in quattro canzoni. Quattro canzoni spalmate in un piccolo nastro, in un piccolo contenitore di plastica verde, a sua volta racchiuso e protetto da un’ulteriore scatolina di plastica trasparente, foderata internamente da un sottile strato di carta, riportante l’immagine di una donna morta suicida, ma con grazia.

E’ tutto così piccolo, fragile, perfetto.

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