Di Matteo Pizzuti

Sono tornati. La mia recensione del loro Feeding The Fake è stata il mio battesimo per The Unknown, quindi provo un immenso piacere nel recensire il loro prossimo EP e mi sento onorato dal fatto che siano stati loro a cercarmi per farmi ascoltare in anteprima l’EP, quindi, prima di iniziare, un enorme grazie a tutti i ragazzi dei Rake-Off.

Bene, iniziamo.

L’album uscirà a giugno 2019. La band ha preso una decisione coraggiosissima sul suo rilascio. Le copie fisiche verranno rilasciate solo in vinile. Scelta del cazzo? Staremo a vedere. E comunque, anche fosse, spesso i risultati migliori si hanno proprio da scelte del cazzo.

L’album si apre con Hostage, traccia già uscita in anteprima. L’intro è da panico, quelle voci claustrofobiche ci accompagnano fino al riff principale della canzone. Ecco, è cominciato l’album, ci siamo dentro. Il ritmo è, in realtà, lento e cadenzato, di pesante ispirazione Newyorkese, c’è spazio anche per una parentesi più veloce, più sull’hardcore classico, ma si ritorna dopo poco a scuotere la testa in maniera lenta e controllata.

La prima traccia potrebbe descrivere appieno tutto l’album. Non eccede mai in velocità, ma mantiene, in media, una velocità moderata con delle sfuriate sparse qui e la, in uno stile che ricorda il Beatdown Hardcore. Ci danno fastidio questi rallentamenti? No, assolutamente. Anche perché l’aggressività non ne risente minimamente, anzi. E poi non siamo di quei Metallari che valutano la musica in base ai BPM e ai Blast-Beat. Non lo siamo, vero? A livello tecnico, c’è da dire che la qualità audio è migliorata di parecchio, nelle chitarre soprattutto, più controllate e più definite.

Registrato allo studio Hombre Lobo di Roma, è stato mixato dallo stesso cantante dei Rake-Off e verrà pubblicato, in formato fisico, alle seguenti etichette: Rumori In Cantina Records, TCH DIY Prod, Time To Kill Records, Timebomb Records, Fast’n’Loud Records, Nuclear Chaos Records e Mastice Produziouni.

La formazione è la stessa del precedente Feeding The Fake, perché, come riferitomi dal bassista “Mica possiamo cambiare i componenti della famiglia. La band funziona perché siamo noi 5”.

Ed essendo in una band anche io, non posso che dargli ragione. Spesso le band sono quelle band perché ognuno da il suo contributo e mette la sua ispirazione, che è formata dalle sue personali esperienze. Dagli ingredienti personali di ogni membro esce l’album, un minestrone di emozioni condivise. Mi è stato detto che quest’album è stato scritto con il contributo di tutti e 5 i membri della band. E fidatevi, si sente!

Curiosità: Anche in questo EP, come nel precedente, c’è un ospite. In questo caso è Andrea, voce dei romani Short Fuse, che arricchisce la traccia Out Of Style con la sua voce urlata ed esasperata, quasi a contrapporsi alla voce più bassa e ringhiata di Fabio, cantante dei Rake-Off.

L’unico modo di descrivere la sua voce, che adoro, è dirvi “Immaginate di ascoltare Roger Miret degli Agnostic Front mescolato con Lemmy dei Motorhead

Ma immagino non ci fosse bisogno di dire di che gruppo fosse Lemmy.

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