Le Destroy Boys nascono nel 2015 tra le polverose strade di Sacramento, pubblicano il loro primo EP nell’aprile 2016, Grimester, e il loro primo album esce il 10 agosto, sotto il nome di Sorry, Mom.

Il loro scopo è semplice, creare canzoni dal sound retrò del garage rock, con un pizzico di cattiveria in più, non si può certo negare che c’è una presenza totale di grinta nella maggior parte del loro repertorio. Con Ethan alla batteria, Vi alla chitarra, e Alexia alla voce, hanno riportato in vita, con questo album d’esordio, un sound che ormai sembrava perduto da tempo.

Le sonorità garage nella strumentale fanno da perfetta cornice alla voce calda di Alexia, creando un mix perfetto tra indie e rock; le tonalità perfette della voce sono infatti accompagnate da una musica più cruda e aggressiva, il perfetto connubio tra cool e uncool.
Alla terza traccia il sound impazzisce, cresce, è come se l’album partisse con sonorità leggermente più lente, quando di colpo arriva Junk.
Widow spezza il sound grezzo, in senso positivo, risulta più acustica, benché musicalmente non lo è, mentre il testo risulta più introspettivo e riflessivo dei precedenti.

L’intero album trasmette una carica surreale, le Destroy Boys lasciano che la loro musica accompagni i pensieri di chi li ascolta, trasportano ad un livello più alto di consapevolezza. Ascoltando Sorry, Mom è come se, inconsciamente, ti costringessero a pensare a cosa stai facendo della tua vita, come se ti costringessero senza volerlo a riflettere.

Word Salad rappresenta la perfetta chiusura, suona quasi come un saluto da parte della band, non si riesce a pensare ad altro se non che l’album sta per finire, giunge alle sue ultime note, quando arriva una voce maschile che spezza l’equilibrio del disco. Secret Song, titolo ipotetico della canzone, è la ghost track che offre alle precedenti canzoni quel pizzico di positiva stupidità dal quale sembravano tanto distanti. Se non fosse che avevo intuito, dalla lunghezza della traccia, che l’ultima canzone avrebbe probabilmente avuto qualche sorpresa, sono rimasta piacevolmente sorpresa e colpita dall’allegra e spensierata chiusura del loro primo lavoro.

Sorry, Mom rappresenta la quintessenza di ciò che il garage rock dovrebbe essere e che non è più da tempo e le Destroy Boys con quest’album sono stati capaci di instaurare un legame istantaneo con i propri ascoltatori. Non riesci a far altro se non affezionarti alla band e alle tracce, come se ti entrassero subito dentro, rendendoti partecipe del processo creativo che ha portato ad un fantastico album.

 

——- ENGLISH ——-

 

Destroy Boys born on 2015 among the dusty streets of Sacramento, they release their first EP on April 2016, Grimester, and their first album came out on August 10, under the name of Sorry, Mom.

Their purpose is simple, create songs with a retro garage rock sound. With Ethan on drums, Vi on guitar and Alexia on voices, they brought back to life a long lost sound.
 The garage sonorities on the instrumental make the perfect frame for Alexia’s warm voice, creating an awesome mix between indie and rock; their perfect voice tonalities are accompanied by a more aggressive and harsh music, the excellent marriage between cool and uncool.

At the third track, the sound goes crazy, grow up, it seems like the album begins with bit slower sonorities, when suddenly here we go Junk.
 Widow broke the harsh, in a positive way, it results more acoustic, even if musically it is not, while lyrics results more introspective and thoughtful.
 The entire album transmit a surreal load, Destroy Boys let their music follow the listeners’ thoughts and carry you into a new level of consciousness.
 Listening to Sorry, Mom is like, unconsciously, they force you to think about what are you doing with your life, to ponder.

Word Salad represent the perfect end, it sounds just like a greeting from the band, the album it’s gonna end, reaching to its last notes when it comes a boy’s voice that broke the album’s balance. Secret Song, hypothetical song title, is the ghost track offering to the previous songs a pinch of positive stupidity from which they seemed so far apart. I was surprised and impressed by the happy and carefree closing of their first work.

Sorry, Mom represents the quintessence of what garage rock should be and Destroy Boys have been able to build an instantaneous connection with who is listening. You can’t do anything but get attached to the band and to the tracks, like they arrive right to your heart, sharing with everyone the creative process that brought to this awesome album.

 

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