di Matteo Pizzuti

Ok, Spinaceto mi mancava. Davvero. Ma lì si svolgeva la serata chiamata, per l’appunto, Spinacity Rockers, e che fai, non vai?
Più della metà dei gruppi li hai visti tipo 17 volte, con alcuni gruppi hai anche condiviso il palco. Ma che fai, non vai?
Sì, vai. Perché è proprio quello di cui avevi bisogno, una serata quasi intima di facce conosciute, sia sopra che sotto il palco, con tutte band locali.

Appena arrivo al CSOA Auro e Marco, location che ospitava questo evento, noto una cosa, ha degli ambienti enormi. Ottimo, proprio quello che serve ad un bel concerto.

Si parte con i Divorami, unico gruppo che non conoscevo. Un power-trio che propone un buon hardcore/street punk, con un sound che richiama da lontano il metal, ma il metal quello rozzo e rancido, tipo Motorhead o Venom. Il set è breve, ma intenso. Mi hanno convinto.

Arrivano gli Chtulu, quartetto romano thrash metal di giovanissimi. Suonano spesso in mezzo a serate hardcore, forse perché il gruppo è formato da gente che conosce bene le origini del thrash metal. E non le dimentica. Un plauso alla tecnica chitarristica. I riff di chitarre duellanti, spesso intricati mi ricordano i Megadeth della migliore era. Suonano velocissimi, precisi, ma senza doverti sbattere in faccia con spocchia la loro preparazione musicale. Cosa che apprezzo veramente. 

Largo ad un’altra band di giovanissimi, gli UrtoNudo, che, negli ultimi mesi, sono riusciti a ritagliarsi un bel po’ di notorietà nel circuito underground romano. 20 minuti di oi/hardcore furioso, voce urlata e tagliente, impegno sociale, alcool e goliardia scorretta da strada. Proprio quello che mi serviva. Fantastici.

L’ondata di nuove leve è finita, con gli Underball comincia la seconda parte del concerto. Ovvero la parte composta da band affermate nel giro. Tutto ciò che si vede sul palco sono spandex, motivi leopardati e capelli in movimento. Ah sì e qualche strumento musicale. Diciamo che gli Underball sono uno di quei gruppi che non dimenticheresti nemmeno se fossi sordo. Diciamo che si fanno più che notare, ecco. Il loro look è perfetto per quei 20 minuti di crossover thrash che hanno come tema principale… il porno. Il porno. Sì. Problemi? Beh loro forse qualcuno. Ma sembra ne vadano fieri. Questo è l’importante. 

Andate sempre fieri delle vostre stranezze e sbattetele in faccia a tutti. Sempre. Anche se danno fastidio. Soprattutto se danno fastidio.

Dopo questo breve insegnamento, dovrei forse parlarvi dei Taste The Floor. Ricordo di averli visti una sola volta, se non sbaglio aprivano gli Svetlanas. Mi ricordo anche che avevo apprezzato davvero tanto. E ricordavo bene. Anche loro, come tutti, una scaletta di 20 minuti, in cui dimostrano il fatto loro. Thrashcore martellante e velocissimo, suonato alla perfezione. Forse dovrei seguirli di più. Decisamente.

Dopo essermi fatto gli affari miei durante il cambio palco, torno per vedere i Rake-Off e scopro che il batterista dei Taste The Floor ed il cantante dei Rake-Off sono la stessa persona. Rivelazioni. Giuro non ci avevo mai fatto caso.
Cioè questo se fa venti minuti a mena’ come n’fabbro coi Taste The Floor e poi tutto tranquillo se mette a sbraita’ pe’ artri venti minuti coi Rake-Off.  Mecojoni. Bravo.

Dicevo.

Con i Rake-Off si torna alla fine degli anni ’80, durante i concerti dei Suicidal Tendencies e dei D.R.I., con cori, tupa-tupa e rallentamenti in palm muted. Non mi deludono mai. E anche mi deludessero, comunque non credo che gliene fregherebbe nulla.

No More Lies. Ultimo gruppo. Le star della serata. Penso sia il gruppo che ho visto più volte in vita mia. Una cosa tipo nove volte. Finora, ovviamente.  Lo show non si discosta minimamente da quelli precedenti, i NML sono ormai un’istituzione, tutti conoscono le canzoni, tutti cantano i testi, tutti pogano allegramente. Il gruppo, da parte sua, sa tenere benissimo il palco, coinvolgere il pubblico durante le canzoni ed intrattenerlo tra un pezzo e l’altro con ironia e massime di vita. Anche nello stesso momento.

E così finisce anche questa serata. 

I miei complimenti vanno alla coppia di ragazz* poco più che ventenni che hanno organizzato la serata. Continuate così. Questo è lo scambio generazionale che ci serve. Lo stesso che ho visto sul palco.
Spero ci possa essere una seconda edizione, un giorno. E una terza. E una quarta. E così via.

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