Di Matteo Pizzuti

Iniziare questo report con una domanda seria e vagamente arrabbiata è praticamente lecito. Ma dove cazzo eravate tutti?

Dico davvero, il Traffic era quasi deserto, per essere un concerto di band in continuo movimento nell’ambito underground, soprattutto considerando che tre band su quattro erano autoctone. Questa non è la solita cazziata del supporta la scena ad ogni costo, retorica che reggo veramente poco, anzi, per niente, ma d’ora in poi, non voglio più sentire lamentele del tipo eh, ma la scena italiana è morta!. Se non muovete nemmeno il culo per andare ad un concerto di venerdì sera per vedere, a 8 euro, quattro band hardcore italiane più che valide, allora che cazzo pretendete?

Comunque, pochi, ma buoni.

Si inizia tardissimo, poco prima delle 23:00, con i Movement, dei quali avevo già parlato nel report sugli Adolescents. Si riconfermano delle saette con i loro pezzi brevissimi e velocissimi.
Tra un pezzo e l’altro i membri della band cazzeggiano allegramente con il pubblico, al punto che sembra una serata tra amici. Anzi, probabilmente lo è. La voce di Teschio mi colpisce di nuovo, un vero cazzotto in faccia.

Ecco, sì, la voce. Godetevela, perché dopo i Movement, la voce di qualsiasi altro gruppo, non si sa che fine abbia fatto.

Dei Choke Wire ne avevo sentito tanto parlare, gli avevo dato un’ascolto veloce e mi avevano più che convinto. Il loro sound è un hardcore molto metallico, il doppio pedale è presente in più canzoni, i loro pezzi sono più complessi e strutturati rispetto ad un classico gruppo hardcore punk. Sul palco sanno veramente starci e, nonostante la rottura di una testata dell’amplificatore di una delle due chitarre, tirano avanti fino alla fine. Veramente un bel gruppo. Ma c’è un problema.Dov’è la voce? Il cantante continua a chiedere al fonico di alzare la voce in spia. Quindi non solo non riusciamo a sentirla noi del pubblico, ma non riescono a sentirla nemmeno sul palco. Ottimo. Per un attimo penso che sono comunque stati fenomenali e che con i Taste The Floor si sarebbe sentita sicuramente meglio, ma qualsiasi fosse il problema audio non è stato risolto ed io non avrei potuto pensare niente di più sbagliato.

Dai Taste The Floor ero molto incuriosito, visto che non avevo ancora ascoltato niente. Sono rimasto piacevolmente sorpreso. Il loro hardcore è estremo, con frequenti tupatupa qualche blast-beat qua e là che lo arricchisce di qualche spezia power-violence. La voce non sembra il classico urlo HC, ma più simile quasi ad uno scream. E sì, ho usato il verbo giusto, ovvero “sembrare”, visto che tanto non si sentiva un cazzo nemmeno con loro.

Vabbè dai, almeno con gli headliner, riusciremo a sentire bene la voce, penserete voi.
Ma neanche per il cazzo.

Compro direttamente da Olga Svetlanas, al banchetto del merchandising, una maglietta della band, e, nonostante le quattro parole scambiate, riconosco in lei una persona molto pacata e gentile. Sul palco avviene la trasformazione. Una bestia da intrattenimento. E’ l’unico artista che riesce a mettere in soggezione il pubblico nelle prime file. Ti si avvicina a qualche centimetro dalla faccia sbraitando e facendo espressioni minacciose e tu sei li che la riguardi e pensi, ma devo farlo anche io verso di lei? Ma tutto questo è anche parte di Le Tristi Avventura Di Una Persona Timida Come Me, libro autobiografico che pubblicherò a breve. Però, dai, timidezza a parte, fa un effetto veramente spiazzante.

Il gruppo in generale ha un’energia inarrestabile, menzione d’onore per il bassista, che regge i cori a Olga mentre muove quelle dita a velocità Mach 3.

Il loro thrashcore scuote tutti, a livello fisico ed emotivo, ma il problema rimane lo stesso. Quando Olga parla, tra un pezzo e l’altro, non si riesce a capire nulla. Quindi lei parla, fa domande, incita il pubblico, ma nessuno o quasi risponde.

Dopo il concerto mi dirigo nuovamente al banchetto del merchandising per comprare l’EP dei Movement (recensione prossimamente? Perché no!?), tempo di fare una foto con Olga, di scambiarci altre due parole e mi dirigo verso casa. Sono circa le 02:00, mi fa male la testa e i timpani sono sul punto di sanguinare. Che vita dura quella di chi ascolta ‘sta musica!



Photo by: Djago

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