Potremmo riassumere tutto l’album in una parola, meh.

Voglio essere chiaro, non ha niente che non va effettivamente. Per uno che li ascolta per la prima volta, potrebbe anche andare benissimo, lo stile è sempre lo stesso, non è cambiato di una virgola, 3 accordi, 4/4 dritto e veloce, esattamente ciò che ci si aspetta dai Teenage Bottlerocket, la qualità audio è la classica, buona, ma non perfetta, per dargli quel sound vagamente garage.

Allora cosa manca?

Le canzoni non ti si stampano in testa. Tranne forse 2/3 pezzi, il resto ti scivolano via addosso. Il bello degli album dei Teenage Bottlerocket era proprio il fatto che, su un album di circa 13/14 canzoni, dopo già il primo ascolto, potevi tranquillamente canticchiarne una decina per una settimana di fila.

Una cosa che avevo già osservato in Tales From Wyoming del 2015, anche se ancora un po’ di tiro lo aveva.

E’ il primo album senza Brandon alla batteria (senza contare l’album di cover Stealing The Covers del 2017). Ammettiamolo, la morte di uno dei membri fondatori è sicuramente un bel boccone amaro da mandare giù, soprattutto quando nella band è presente tuo fratello. Che questo fattaccio abbia influito negativamente sulla loro musica? Non lo so, non suono con loro e non ho subito il loro lutto, quindi non do una risposta, mi limito ad osservare ed ascoltare. Ma più osservo e ascolto e più quest’album mi pare così terribilmente spento. La cosa mi rattrista tantissimo, perché sono un gruppo che adoro alla follia, la notizia della morte di Brandon mi scosse tantissimo, ma appoggio in pieno l’idea del gruppo di continuare.

Spero vivamente sia solo un periodo poco ispirato, che, sappiamo tutti, può capitare anche al più grande artista del mondo, perché veramente non voglio credere che i Teenage Bottlerocket siano un gruppo finito. No, non lo accetto.

Una menzione d’onore, però, la meritano I Wanna Be A Dog, che era uscita in anteprima e mi aveva fatto ben sperare (maledetta!), Anti-Social Media e I Want To Kill Clint Carlin, che farebbero la loro porca figura in una scaletta dal vivo. Il resto… Beh, potrebbero benissimo rimanere lì dove sono, non ne sentirei sicuramente la mancanza.

L’album, come quasi tutto ciò che la band ha fatto uscire, negli ultimi 10 anni, è stato prodotto e pubblicano dalla Fat Wreck Chords di Fat Mike, quindi anche a livello di produzione, è rimasto tutto nella norma. Ripeto, spero possano davvero riprendersi al meglio, perché con Stay Rad ci sono rimasto veramente male.

…Torno a rimettere su They Came From The Shadows.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *