di Yanothing

L’ascolto di Devonian è sicuramente quello che mi ha intrattenuta maggiormente nell’ultimo periodo, da prima della sua uscita ad oggi lo ascolto, per piacere, per la recensione, un po’ per diversi motivi, ma ogni volta le parole da scovare, quelle più adatte a parlarvene, chissà dove vanno a finire, così ho deciso di fare una cosa mai fatta prima, ascoltare il disco mentre scrivo la recensione.
Mai fatto prima perché solitamente sono ben decisa su cosa dire, ma ci sono dischi che mi mettono positivamente in difficoltà e, solitamente, sono tutti quei dischi che decido di lasciare in sospeso, e forse per un po’ l’ho fatto anche con questo, ma non posso trovare ulteriori scuse.

Devonian è l’EP di debutto dei The Ammonoids, band romana, dal sapore skate punk, punk rock, hardcore melodico, insomma, conoscendo chi ci suona so che le influenze e le direzioni intraprese sono molte.
Il disco parte subito alla grande con On The Run (For Fun), una traccia semplice, niente di troppo pretenzioso, ma come presentazione direi che incorniciano bene quello che i The Ammonoids vogliono offrire.

Già con la seconda traccia, Hybrid Fear, c’è la prima svolta di genere, questo sballottare da un sound all’altro all’interno dello stesso EP, da una band al suo debutto, mi ha piacevolmente spiazzata ed è qui che le difficoltà si sono fatte vedere, perché benché le mie aspettative per questo lavoro erano già alte, sono state non solo soddisfatte, ma ampiamente superate, lasciandomi a bocca aperta.

Dall’Italia, dalla scena underground punk rock, non sentivo un disco che mi piacesse al primo ascolto da mesi, tutti sempre con gli stessi difetti, niente cambi di sonorità, album che a lungo andare sembravano una cantilena monotona, altri che non avevano ne capo ne coda, ma Devonian è su un altro livello e, per essere un EP, risulta completo, ben organizzato e lavorato nei minimi dettagli, con cura ed attenzione.

Questo è intuibile dai particolari, la produzione non è quella che mi aspetterei da un primo EP, la copertina, a cura di Marcoabout, è finalmente una di quelle copertine che salta all’occhio.

Devonian, passando per Laurentina Tower, highlight del disco, giunge ad una conclusione inaspettata, Let Her Go, perché una ballad sarebbe stata troppo banale non credete? Allora infiliamoci dentro qualche tupa tupa che sprizza skate punk da ogni poro e la chitarra all’ennesima velocità, così vi verrà automaticamente voglia di ascoltare altro, sempre di più, e quella sensazione di incompletezza che ti lascia addosso, proprio per la non scontatezza dell’ultima traccia, anche se non è voluta è un ottimo modo per  far affezionare le persone, tenerle sulle spine, attrarle a scoprire altro.

È davvero bello ricevere dischi così, tra l’altro non vedo l’ora di vedere i The Ammonoids all’opera sul palco il 18 Gennaio, in occasione del Questa è Roma 2020.

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