I Melted, dopo aver rilasciato due singoli per Burger Records, firmano con la Stardumb Records e ci regalano il loro full lenght d’esordio, Thin Skin. La band del sud della California, precisamente Long Beach, mi aveva già precedentemente dimostrato di cosa fosse capace con Ziptripper, ma cominciavo a volere di più, cominciavo a desiderare ardentemente il debut album che finalmente è arrivato e che custodisco gelosamente in copia fisica.
Presentarvi i Melted per me non è poi lavoro facile, sono una band che potete comprendere solo dopo aver ascoltato, se credete di ritrovarvi sott’occhio, o meglio sott’orecchio, la classica band californiana dei giorni d’oggi potrei dire che vi sbagliate, perché non è difficile notare quel pizzico di punk grezzo e old school, mischiato a sonorità fresche e giovani, condite con quel pizzico di sana apatia giovanile che rende le tracce dei Melted tra le più espressive che io abbia ascoltato nell’ultimo periodo.

Suonano veloci, sprizzanti, completi, pezzi come Most Days, Stay Away, la title track Thin Skin e Wanderlust and Foxtails ne sono la piena dimostrazione. L’album, comunque, è ricco anche di sfaccettature che potrei definire quasi tendenti al garage rock, ecco perché l’offerta dei Melted è tra le più complete delle ultime uscite.
Una buona nota di merito va a Hell, una mezza acustica, semplice ed essenziale oserei dire, una canzone che sinceramente non mi aspettavo nell’album. Si apre con un cantato molto trascinato e tranquillo per poi esplodere in riff di chitarra e una batteria travolgente. Purtroppo sono rimasta leggermente delusa dalla title track, ha un qualcosa di già sentito, non mi ha colpita più di tanto, ma resta comunque un’ottima produzione, nonostante venga nettamente surclassata da una Low o dalla traccia d’apertura I Always Land Straight On My Face, tra l’altro la mia traccia preferita in assoluto, la perfetta apertura per il disco, il perfetto biglietto da visita per una band che è cresciuta parecchio e che è finalmente giunta ad una release fatta e finita, una release che non dovrebbe far fatica ad entrare nelle vostre playlist.

Il disco è stato rilasciato il 16 marzo 2018 e ha ricevuto parecchi pareri positivi oltreoceano, ho ritenuto giusto portarli alla vostra attenzione perché se lo scenario californiano è un qualcosa che vi affascina e che volete conoscere più da vicino senza alcuna ombra di dubbio i Melted sono una band che dovete conoscere, perché sono certa che presto si aggiungeranno alla sfilza di band che ultimamente sta sfornando lo stato più pop punk d’America. I Melted restano, comunque, una di quelle band che o si odiano o si amano, non ci possono essere vie di mezzo, io personalmente, amando il genere, amando l’attitudine, amando in generale la produzione delle più attuali band californiane, ho amato Thin Skin come non mi capitava da tempo di amare un album. I testi sono ben strutturati, non troppo banali, le musiche sono ben studiate e ho percepito la voglia di far qualcosa di nuovo includendo una moltitudine di influenze tra le quali Black Flag e Descendents.

I tre di Long Beach sembrerebbe che raggiungeranno presto l’Europa per un tour promozionale di Thin Skin e ho la malsana impressione che ciò che hanno da offrire live sia superiore a ciò che ho sentito su disco.

 


ENGLISH VERSION

Melted, after having released two cassettes for Burger Records, sign with the Stardumb Records and finally, they released their debut full length, Thin Skin. The band from SoCal, precisely from Long Beach, previously showed me what can do with Ziptripper, but I started to want the debut album that is finally arrived and I jealously keep in a physical copy.
Introduce to you Melted is not an easy job, they’re a band that you can understand just after having listened to them. If you’re thinking that you’re gonna listen to the classical Californian band, you’re wrong. It’s easy to figure out their raw old school punk, mixed with fresh and young sonorities, seasoned with that insane apathy that makes Melted songs among the most expressive that I’ve listened in last months.

They sound fast, overflowing, complexed. Tracks like Most Days, Stay Away, the title track Thin Skin and Wanderlust and Foxtails are a complete proof of that. The album, anyway, is full of different facets almost tending to garage rock. That’s why Melted offers one of the most complete music we got with the last releases.
Another good one is Hell, half acoustic, simple and essential, a song that I wasn’t expecting for in that album. It starts with an apathetic and quiet sing along and then the guitar riffs blow up together with an overwhelming drum, and we get an awesome punk rock song. Unfortunately, I am a bit disappointed by the title track, it got something I already listened, it’s a nice one song but it’s not so catchy how I was expecting. But it definitely outmatched by Low or the opening track I Always Land On My Face, by the way, my favorite track of Thin Skin. I think I Always Land On My Face is the perfect opening for the album, the perfect business card for understanding what Melted can do. I think that Thin Skin has the potential to enter in your playlist.

The album was released on March 16 and it received several positive opinions in the States, I saw fit to bring them to your attention, because if the Californian scene is something that you are fascinated with, without any doubt Melted are a band that you need to listen. I mean, I’m sure you’re gonna love them even if they’re a band that you can love or hate, nothing is in the middle. Considering my love for the genre, the attitude, the Californian production, I loved Thin Skin. Lyrics are well structured, not simple and instrumental parts are well studied. I figure out their wants to make something new including different influences such as Black Flag and Descendents.

The three from Long Beach it seems will be in Europe soon for a promotional tour for Thin Skin and I got the insane impression that they’ll be a blast on stage.

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